«Oggi è nato per voi un Salvatore.» (Lc 2,11)
Il Natale ci ricorda che ogni vita è degna di essere custodita, che nessuna fragilità è dimenticata e che anche nella debolezza può nascere una forza nuova.
Cari Pazienti,
Cari Amici,
il Natale non è solo una data sul calendario.
È un tempo che ci chiede di rallentare, di ascoltare, di ricordare perché ci prendiamo cura gli uni degli altri.
Nel mio lavoro incontro ogni giorno corpi da curare, ma soprattutto persone da accogliere: storie, paure, speranze, fragilità che non entrano in una cartella clinica, ma restano impresse nello sguardo.
La medicina, per come la intendo io, non è soltanto diagnosi e terapia.
È responsabilità, è presenza, è il rispetto profondo per la vita in ogni sua fase.
È ricordarsi che dietro ogni esame c’è una persona, e dietro ogni persona c’è una dignità che non dipende dalla salute.
La fragilità come luogo di incontro
Il Natale ci ricorda qualcosa che spesso dimentichiamo: la fragilità non è una colpa, è una condizione umana.
Dio non ha scelto la forza, ma la debolezza.
Non il potere, ma la vicinanza.
E questo, per chi cura, è un messaggio potentissimo.
Prendersi cura significa:
- non giudicare
- non avere fretta
- non ridurre una persona alla sua malattia
Significa camminare accanto, anche quando non si può guarire, anche quando si può solo accompagnare.
La salute come dono, non come merito
Viviamo in un mondo che ci chiede sempre di essere efficienti, performanti, impeccabili.
Il Natale ci sussurra il contrario: la vita è un dono, non un premio da conquistare.
La salute va custodita, certo, ma quando vacilla non diminuisce il nostro valore.
E quando manca, non ci rende meno degni di amore o di rispetto.
Un augurio sincero
In questo tempo speciale, il mio augurio non è solo “stare bene”.
Vi auguro:
- di sentirvi visti, non solo curati
- di trovare pace anche nelle fatiche
- di non perdere la speranza, anche nei percorsi più difficili
Che questo Natale possa portare luce dove c’è stanchezza, silenzio buono dove c’è confusione, e fiducia dove il corpo o la vita hanno fatto paura.
Grazie per la fiducia che ogni giorno mi donate.
È un onore, prima ancora che un lavoro.
Con affetto e gratitudine,
Dott. Roberto Mingardi


Grazie Roberto per le tue parole e la condivisione di cio’ che e’ per te il tuo lavoro e soprattutto dell’ importanza che ha la persona nella sua interezza anche nella malattia. Sei una grande persona