La Nostra Macchina va Bene, ma dove Stiamo Andando?

Il dilemma quotidiano

Inizio d’anno, buoni propositi, bilance che non ci amano, referti da interpretare… e una domanda che forse non ci facciamo abbastanza:

Vogliamo stare bene… o vogliamo essere felici?

Il benessere è importante, certo. È quel momento in cui la glicemia è a posto, il peso è stabile, gli esami della tiroide tornano “nella norma”. Ma dura poco. Basta un pasto fuori programma, uno stress, un cambio di stagione… e tutto sembra vacillare.

La felicità, invece, è più lenta, più profonda. Non dipende solo dai numeri, ma dal senso che diamo alla nostra vita — anche quando i numeri non sono perfetti.

Immagina di portare la tua auto dal meccanico. Vuoi che sia lucida, efficiente, senza rumori strani. E il meccanico fa un ottimo lavoro. Ma… dove la stai guidando?
Se passi le giornate a controllare l’olio, la pressione delle gomme e il livello del liquido dei freni, ma non metti mai in moto per andare da qualche parte… a cosa serve quell’auto perfetta?

Noi siamo come quell’auto. Il medico (tu, noi) si occupa giustamente di “manutenzione”: glicemia, BMI, TSH… Ma il paziente non è un motore da tarare. È un viaggiatore. E ogni viaggio ha bisogno di una meta, di un paesaggio da guardare, di qualcuno con cui condividere il tragitto.

Cronicità: il Grande Equivoco

Questo tema è particolarmente delicato per chi convive con una patologia cronica: diabete, obesità, ipotiroidismo, malattie della tiroide.

Spesso, senza accorgercene, rimandiamo la vita a un futuro ipotetico:
“Quando i valori saranno migliori…”
“Quando avrò perso peso…”
“Quando la terapia sarà definitiva… o mi permette di guarire”

Nel frattempo, però, il tempo passa.
E la felicità rischia di restare in sala d’attesa insieme al prossimo controllo.

La verità forse scomoda ma liberatoria, è questa: si può cercare la felicità anche senza essere perfettamente in salute.

La vita non è fatta solo di parametri da controllare, ma di momenti da vivere:

  • una passeggiata col sole dopo colazione,
  • una risata con chi ti vuole bene,
  • un caffè preso con calma, senza guardare l’orologio.

Anche se il TSH balla, anche se la bilancia non sorride… puoi comunque goderti il viaggio.

Citazione

“La salute non è tutto, ma senza salute, tutto è niente.”  Arthur Schopenhauer
(…ma aggiungiamo noi: la felicità è ciò che dà valore a quel “tutto”!)

Una riflessione anche per noi medici

Questo pensiero riguarda anche il nostro ruolo, come professionisti.

Siamo allenati a:

  • correggere parametri
  • ottimizzare terapie
  • inseguire numeri giusti

Ma forse dovremmo chiederci più spesso: stiamo aiutando i nostri pazienti solo a “stare meglio” o anche a “vivere meglio”?

La medicina non è solo manutenzione. È accompagnamento.
È aiutare le persone a non identificarsi solo con una diagnosi, ma con una storia che continua. Proviamo, almeno una volta a settimana, a chiudere la cartella clinica per dieci secondi e guardare negli occhi il paziente. Chiediamogli: “Cosa le dà energia, in questi giorni? ”Non è “perdita di tempo”. È guadagno di senso.

Immaginiamo la medicina non come un garage dove si aggiustano macchine, ma come una stazione di servizio lungo un cammino — dove si fa il pieno non solo di farmaci o consigli, ma anche di ascolto, fiducia e speranza.

Domanda  per te

In questo momento della tua vita, che cosa stai cercando di più?

  • di stare meglio
  • o di vivere meglio, anche così come sei oggi?

Raccontarcelo, se vuoi, è già un primo passo del viaggio.

E allora, da dove si comincia? Piccole proposte concrete

Se accettiamo l’idea che il benessere non coincide sempre con la felicità, nasce spontanea una domanda pratica: che cosa possiamo fare, oggi, nel nostro quotidiano?

Non grandi rivoluzioni. Piccoli spostamenti di sguardo.

1. Spostare il fuoco dai numeri alla vita

I valori di laboratorio sono importanti, ma non raccontano tutto.
Accanto a “come vanno gli esami?” Proviamo a chiederci e a chiedere: “come stai vivendo?”

Perché una glicata perfetta non sempre equivale a una vita serena, e una malattia ben seguita, anche se dura, non impedisce necessariamente di sentirsi vivi.

2. Smettere di rimandare la felicità

Aspettare di “stare bene” per concedersi qualcosa è una tentazione comune.
Ma la felicità non è un premio di fine corsa.

Può essere:

  • una passeggiata fatta anche con poca energia
  • un progetto piccolo ma sentito
  • una relazione coltivata nonostante la fatica

La felicità non chiede perfezione.  Chiede presenza.

3. Accettare che il viaggio non è sempre in autostrada

Chi convive con una patologia cronica lo sa bene: ci sono tratti in salita, rallentamenti, deviazioni improvvise. Ma un viaggio non perde valore solo perché non è lineare.
Anzi, spesso è proprio lì che si impara qualcosa di sé.

Il compito del medico, forse, non è solo “rimettere il motore a posto”,
ma aiutare il paziente a non fermarsi, a non parcheggiarsi nella paura o nella rinuncia.

Per i pazienti: una proposta gentile

Quest’anno, auguriamoci non solo di “stare bene”, ma di trovare motivi per essere felici, anche nei giorni in cui i valori non sono perfetti.
E se ti è piaciuta questa riflessione…condividila, parlane col tuo medico di famiglia, con un amico che convive con una patologia cronica, o con quel collega che crede ancora che la medicina sia una vocazione, non solo una professione.

Perché da soli si va veloci. Ma insieme si va lontano — e con più felicità.

Perché la salute non è solo assenza di malattia…ma presenza di vita.

3 Comments

  • Maria Teresa ha detto:

    Condivido pienamente ,la felicità è nelle piccole cose che ci fanno stare bene , nonostante gli acciacchi, buona giornata 😘

  • Arianna Belluomini ha detto:

    Il dott. Mingardi sempre top!
    Un medico che ti mette sereno, una bella riflessione per tutti i medici…

  • Laura ha detto:

    E si’ caro Dott. Mingardi hai proprio ragione . Doo 47 anni vissuti con la” tigre” ho imparato che e’ importante che i valori della glicemia siano buoni ma che e’ ancora piu’ importante vivere pienamente la vita in ogni suo attimo assaporando la bellezza di un viaggio con la persona che ami , di un tramonto , delle risate con un amico/a, delle piccole cose che ci rendono felici. La positivita’ e la felicita’ incidono anche sull’ andamento della malattia

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