Ogni estate assisto alla stessa scena. Il sole diventa più intenso. Le giornate si allungano

Le temperature superano i 35 gradi. E, quasi automaticamente, cambiano anche le nostre abitudini. Cominciano a comparire gelati, granite, bibite ghiacciate, tè zuccherati, succhi di frutta, aperitivi, bevande energetiche. Tutto sembra suggerire la stessa idea.

“Con questo caldo ho bisogno di qualcosa di fresco.”

Ma siamo sicuri che sia proprio questo ciò che il nostro organismo sta chiedendo?

Il corpo parla una lingua antica

Negli ultimi mesi abbiamo parlato del rene e della straordinaria capacità del nostro organismo di proteggerci. Ogni volta siamo arrivati alla stessa conclusione.

Il corpo non ci tradisce quasi mai. Prima di ammalarsi cerca sempre di parlarci.

Sta a noi imparare ad ascoltarlo. Anche in estate succede esattamente questo.

Quando sudiamo perdiamo acqua. Perdiamo sodio. Perdiamo potassio.

Perdiamo minerali indispensabili al funzionamento dei muscoli, del cervello e del cuore.

Il messaggio che il nostro organismo invia è semplice. “Restituiscimi quello che sto perdendo.” Ma qui nasce il grande equivoco.

Il grande inganno della sete

Molte persone interpretano quel messaggio in modo diverso. Non sentono la necessità di bere. Sentono improvvisamente il desiderio di qualcosa di dolce.

  • Un gelato. Una bibita.
  • Una granita. Un tè freddo zuccherato. Un aperitivo.

È come se il nostro cervello traducesse la richiesta di acqua in una ricerca di energia immediata. Il risultato? Il corpo aveva chiesto acqua. Noi gli consegniamo zucchero.

Per qualche minuto ci sentiamo meglio. Poi arriva una nuova sete. E spesso anche una nuova fame. Così il circolo ricomincia.

Il gelato è davvero il nemico?

Molti anni fa scrissi sul Giornale di Vicenza che un buon gelato artigianale, in alcune circostanze, poteva persino sostituire un pasto. Quella riflessione aveva un senso allora.

E continua ad averlo oggi. Non mi piace demonizzare gli alimenti. Il gelato non è un nemico.

Il problema è un altro. Perché lo mangiamo?

Se rappresenta un pranzo occasionale, preparato con ingredienti di qualità, può avere un suo equilibrio nutrizionale. Se invece diventa la risposta automatica alla sete, alla stanchezza o alla noia, allora non stiamo ascoltando il nostro corpo. Stiamo semplicemente cercando di mettere a tacere un messaggio che abbiamo interpretato male.

La natura ci suggerisce la risposta

C’è un particolare che mi ha sempre affascinato. La natura non produce casualmente i suoi frutti. Nel periodo più caldo dell’anno non troviamo alimenti pesanti. Troviamo angurie.

Meloni. Pesche. Albicocche. Pomodori. Cetrioli. Frutti ricchi di acqua, fibre, vitamine e sali minerali. È quasi come se la natura conoscesse in anticipo ciò di cui il nostro organismo avrà bisogno durante l’estate. Ancora una volta, la fisiologia e la natura parlano la stessa lingua.

Una lezione che sto imparando preparando il Cammino di Santiago

Da mesi mi sto preparando per affrontare il Cammino di Santiago. Ogni allenamento è anche una lezione di fisiologia.

All’inizio pensavo che servissero tante bevande energetiche. Poi ho imparato qualcosa di molto più semplice. Nel mio zaino trovano posto soprattutto acqua, una banana, un succo di frutta senza zuccheri aggiunti, alimenti essenziali (un panino con la sopressa!!!!)  e  sali minerali. Perché un organismo ben idratato utilizza con straordinaria efficienza l’energia che già possiede. Non ha bisogno di essere continuamente stimolato. Ha bisogno di essere rispettato. Questa è una lezione che vale sul Cammino, ma anche nella nostra vita quotidiana.

Allora cosa possiamo fare?

Non rinunciamo al piacere di un buon gelato condiviso con i nostri figli o i nostri nipoti.

Non trasformiamo l’estate in un elenco di divieti. Facciamo invece una scelta più intelligente.

Quando sentiamo il bisogno di qualcosa di fresco, fermiamoci un momento e chiediamoci:

“Il mio corpo sta cercando zucchero… o sta semplicemente chiedendo acqua?”

Molte volte la risposta è sorprendentemente semplice. Un bicchiere d’acqua.

Un frutto fresco. Qualche minuto all’ombra.

E il nostro organismo ritrova il suo equilibrio.

Il pensiero finale

Osserviamo un albero durante una giornata di caldo intenso. Quando il terreno diventa arido, le sue radici non cercano una bibita zuccherata. Cercano semplicemente acqua.

Anche noi, nonostante tutta la tecnologia che ci circonda, restiamo figli della stessa natura.

Il nostro organismo non cerca eccessi. Non cerca scorciatoie. Cerca equilibrio.

E ogni estate ci offre una nuova occasione per riscoprire una verità antica.

La salute nasce molto prima dei farmaci

Nasce ogni volta che impariamo ad ascoltare il linguaggio silenzioso del nostro corpo.

Perché il nostro organismo non ci tradisce quasi mai. Prima di ammalarsi, cerca sempre di parlarci. Il medico e il paziente devono imparare ad ascoltarlo insieme.

5 Comments

  • Graziano ha detto:

    Grazie Roberto. i tuoi articoli sono preziosissime perle per chi vuole veramente avere beneficio del tuo insegnamento.

  • Gianni ha detto:

    Dottore Roberto,
    sono un suo paziente di nome Gianni.
    Io non mangio il gelato ma mangio tanta frutta, tra cui l’anguria.
    Mia moglie, che si chiama Francesca e conosce le mie patologie, mi rimprovera perché teme che l’emoglobina glicata salga.
    La prego, mi aiuti a confutare i rimproveri.
    Grazie

  • Luigi ha detto:

    Ciao Roberto, anche per me i tuoi consigli sono molto importanti e preziosi. Mi trovo d’accordo in tutto, anche se in qualche occasione risulta difficile rinunciare a qualcosa di dolce. Grazie e Buon Cammino di SANTIAGO. Luigi

  • Francoise ha detto:

    Grazie Dottore
    Dovremmo fermarci più spesso e ascoltare quello che il corpo ci sta dicendo
    Perle di saggezza e salute le sue

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