Il Grande Lavoratore Silenzioso
“Dottore, con questo caldo mi sento stanco, ho la pressione bassa, mi gira un po’ la testa. Sarà il diabete?” È una delle domande che sento più spesso in questi giorni. La risposta è: forse sì, ma non solo. Quando il termometro supera i 35 gradi il nostro organismo entra in una sorta di modalità di sopravvivenza. Il cuore accelera, i vasi sanguigni si dilatano, sudiamo per disperdere calore e perdiamo continuamente acqua e sali minerali. Quando il caldo diventa soffocante, il nostro organismo assomiglia a una città che deve gestire contemporaneamente energia, traffico, approvvigionamento idrico e smaltimento dei rifiuti. In questa città il sindaco lavora senza fare rumore. Si chiama rene. Non fa rumore.
Non provoca dolore quando inizia a soffrire. Non manda segnali evidenti. Eppure, è uno degli organi più preziosi che possediamo. Ogni giorno filtra circa 180 litri di sangue, elimina tossine, regola la pressione arteriosa, controlla l’equilibrio dei liquidi e coordina una delicatissima orchestra di sostanze come sodio, potassio, calcio e magnesio. Ora che il caldo è intenso, il suo lavoro diventa ancora più difficile.
I reni non amano la disidratazione
Immaginiamo il sangue come un fiume. Se il livello dell’acqua si abbassa, il fiume scorre più lentamente. Lo stesso accade nel nostro organismo.
Quando perdiamo molti liquidi attraverso il sudore e non li reintegriamo adeguatamente, il volume di sangue che arriva ai reni diminuisce. Il rene cerca di adattarsi, risparmia acqua, concentra le urine e lavora in condizioni sempre più impegnative. Per qualche giorno può riuscirci. Se però la disidratazione diventa importante, il rischio è quello di una sofferenza renale acuta che può manifestarsi con:
- marcata stanchezza;
- capogiri;
- pressione bassa;
- riduzione della quantità di urina;
- aumento della creatinina;
- comparsa o peggioramento di insufficienza renale.
Gli anziani sono particolarmente vulnerabili perché spesso avvertono meno lo stimolo della sete.
Diabete: il doppio carico
Chi vive con il diabete deve prestare ancora maggiore attenzione. Il glucosio elevato danneggia progressivamente i piccoli vasi sanguigni che costituiscono il filtro renale. Per anni il problema può restare invisibile. Spesso il paziente si sente bene mentre il danno procede lentamente.
Ecco perché controllare regolarmente: creatinina; filtrato glomerulare (eGFR); microalbuminuria; non rappresenta una formalità burocratica ma una vera strategia di prevenzione.
Molti pazienti scoprono di avere una nefropatia diabetica quando i sintomi sono già avanzati. L’obiettivo è arrivarci molto prima.
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Obesità: il nemico meno conosciuto del rene
Quando parliamo di obesità pensiamo quasi sempre al diabete, all’infarto o alle articolazioni.
Molto meno spesso pensiamo ai reni. Eppure, l’obesità rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la malattia renale cronica. Un organismo con molti chili in eccesso richiede ai reni uno sforzo continuo. È come chiedere a un motore di viaggiare costantemente ad alti regimi.
All’inizio sembra funzionare tutto bene. Con il passare degli anni possono comparire ipertensione, perdita di proteine nelle urine e riduzione della funzione renale.
La buona notizia è che anche una riduzione relativamente modesta del peso corporeo può migliorare significativamente il lavoro dei reni.
I farmaci moderni: straordinari alleati da conoscere bene
Negli ultimi anni farmaci come i farmaci antiobesità (agonisti del GLP-1) o i farmaci antidiabetici e cardioprotettivi (inibitori SGLT2) hanno rivoluzionato la cura del diabete e dell’obesità e delle cardiopatie. Questi farmaci stanno dimostrando non solo di favorire il controllo della glicemia e del peso, ma anche di proteggere cuore e reni.
Una vera rivoluzione
Tuttavia, durante l’estate meritano qualche attenzione aggiuntiva.
Gli SGLT2 aumentano l’eliminazione di glucosio e acqua attraverso le urine.
I farmaci GLP-1 possono ridurre l’appetito, il senso della fame e talvolta anche la percezione della sete. Quando il caldo è intenso, quando si viaggia, quando si cammina molto o quando compare diarrea o vomito, è importante contattare il medico curante per valutare la situazione. Mai sospendere o modificare autonomamente le terapie.
Gli elettroliti: piccoli numeri, grandi responsabilità
Sodio, potassio, magnesio e calcio sono spesso relegati a poche righe negli esami del sangue. In realtà rappresentano alcuni dei principali regolatori della nostra vita. Consentono ai muscoli di contrarsi. Permettono al cuore di battere regolarmente. Fanno funzionare nervi e cervello. Quando il caldo è intenso e la sudorazione abbondante, il loro equilibrio può alterarsi.
I sintomi più frequenti sono:
- crampi muscolari;
- debolezza;
- palpitazioni;
- sonnolenza;
- vertigini;
- difficoltà di concentrazione.
Molti pazienti attribuiscono questi disturbi semplicemente all’età. Spesso invece il problema è molto più semplice e correggibile.
Quanta acqua dobbiamo bere?
È probabilmente la domanda più frequente dell’estate. La risposta corretta è: abbastanza da mantenere una buona idratazione. Per la maggior parte degli adulti sani l’obiettivo è generalmente compreso tra 1,5 e 2 litri di liquidi al giorno, aumentando in presenza di caldo intenso, attività fisica o sudorazione abbondante. Non esiste però una quantità valida per tutti.
Chi soffre di insufficienza cardiaca, insufficienza renale avanzata o altre patologie deve seguire indicazioni personalizzate. L’acqua non è un farmaco da assumere a dosi standard. È una terapia che va adattata alla persona.
Il messaggio che vorrei lasciarvi
Quando arriva l’estate ci preoccupiamo della pelle, dell’abbronzatura e delle vacanze.
Facciamo bene. Ma ricordiamoci anche dei nostri reni. Sono il grande lavoratore silenzioso del nostro organismo. Continuano a svolgere il loro compito giorno e notte senza chiedere nulla.
Un bicchiere d’acqua in più, un controllo degli esami, qualche chilo in meno, una pressione ben controllata e una corretta gestione del diabete possono fare una differenza enorme.
I reni non chiedono applausi. Chiedono soltanto rispetto. E l’estate è il momento giusto per iniziare a darglielo.
Un caro saluto a tutti i nostri pazienti e ai Medici di Medicina Generale che ogni giorno ci aiutano a proteggere questo straordinario organo silenzioso.


GRAZIE DOTTORE, LE SUE INDICAZIONI SONO PREZIOSE E DOVREMMO CONSIDERALE “ORDINI”!!!
CORDIALI SALUTI
Grazie Dottore trovo sempre molto interessanti i suoi articoli!!@!
Grazie mille Roberto,
le tue newsletter sono preziose non solo per i contenuti scientifici ma per la premura e la delicata attenzione che hai verso i tuoi pazienti, che si sentono percepiti come persone e non come semplici numeri.
Durante l’estate e il gran caldo sodio, potassio, magnesio e calcio possono essere regolati con una buona idratazione o c’è bisogno di integratori?
Grazie Roberto delle sempre preziose informazioni che regolarmente ci fornisci!